Opinioni su
«La gioventù dibatte»


«La gioventù dibatte» è presente in Ticino dall’anno scolastico 2008-2009. In questi dieci anni molte persone hanno conosciuto e apprezzato questo progetto di educazione dei giovani al confronto argomentato e rispettoso di chi ha opinioni divergenti. Di seguito, il giudizio di docenti, studenti, giurati, politici, giornalisti, genitori che hanno avuto modo di osservare e sentire i dibattiti, nella forma competitiva (concorsi cantonali) e nella forma educativa-cooperativa (scuola).


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Il progetto è geniale e ha una grande valenza educativa perché insegna ai giovani che non si parla se non si conosce bene la materia. «La gioventù dibatte» stimola i giovani ad informarsi e a cercare argomenti validi prima di confrontarsi. È un progetto ben strutturato, incisivo e impegnativo.

Don Rolando Leo, docente liceo Collegio Papio Ascona

«La gioventù dibatte» è un progetto che riesce a formare i ragazzi in modo reale. Il concorso offre l’opportunità di uscire dalla propria aula scolastica e di confrontarsi con allievi di altre sedi. Le tematiche proposte avvicinano i giovani all’attualità e ai problemi più importanti della nostra società. «La gioventù dibatte» è un progetto completo, illuminista e formativo.

Alessia Grassi, docente Sme Camignolo

«La gioventù dibatte» è impegnativa, creativa, costruttiva. È un progetto interessante sotto vari aspetti. C’è il carattere competitivo, quello che gli allievi sentono di più, ma è un aspetto a breve termine e dipende molto dal carattere degli allievi e da come si confrontano. A me interessa di più un aspetto a lungo termine che è quello del dopo. Mi piace pensare che in questa attività di dibattito anche colui che perde alla fine ci guadagna perché è quello che impara di più.

Tiziano Conti, docente Sme Mendrisio

«La gioventù dibatte» è coinvolgente, necessaria, stimolante. Il progetto è utile e di fondamentale importanza perché stimola i giovani a verificare le fonti in un’epoca di fake news. Inoltre permette di sviluppare in modo completo la capacità di dialogo e di confronto. Soprattutto dà loro strumenti essenziali per andare a fondo delle diverse posizioni. È un esercizio di democrazia molto utile. È bello vedere come ragazze e ragazzi riescano ad appassionarsi a temi sociali importanti, anche lontani dalla loro quotidianità.

Gabriela Giuria Tasville, Fondazione diritti umani

«La gioventù dibatte» è uno straordinario progetto formativo di grande utilità, che dà ai giovani la possibilità di formarsi un’opinione su molteplici temi della nostra società. Offre pure la possibilità di esprimere la propria opinione su tematiche politiche e sociali nel rispetto di chi la pensa diversamente. Il concorso, momento facoltativo del progetto, è un’occasione imperdibile per confrontarsi fra giovani di scuole medie superiori.

Soraya Schiel Giannini, docente SCC Bellinzona

Il progetto «La gioventù dibatte» permette a noi giovani di formarci un’opinione su temi d’attualità che non sempre vengono trattati a scuola o sul posto di lavoro. Favorisce una crescita personale e in particolare consente di capire il lavoro che si dovrebbe fare prima di votare, cioè informarsi adeguatamente su un tema, cercando di capire gli argomenti “pro” e “contro”.

Marta Rossetti, studentessa

«La gioventù dibatte» è un progetto interessante e utile in una società democratica, che voglia dotarsi degli strumenti per continuare a esserlo, perché la storia ci insegna che la democrazia non è mai acquisita una volta per tutte, ma va costantemente alimentata e consolidata. In questo senso «La gioventù dibatte» è una palestra della democrazia.

Dario Ciannamea, direttore Scuola media

«La gioventù dibatte» è un’opportunità unica di confronto con giovani della mia età su temi che affliggono la nostra società. È un modo per avvicinarsi alla democrazia, alla civica e alla politica. Insegna a difendere le idee con argomenti forti, ma in modo civile, senza aggredire l’altro, e in questo modo dovremmo risolvere tutti i nostri problemi e così dovrebbe funzionare tutta la nostra società.

Asia Ponti, studentessa

«La gioventù dibatte» è un’ottima occasione di crescita per i ragazzi. Imparano a documentarsi, ascoltare e confrontarsi. È un progetto concreto, coinvolgente e controcorrente. I giovani, ma anche noi adulti, viviamo in una società “mordi e fuggi” e questo progetto invita a fermarsi, a riflettere, ad approfondire i temi, a formarsi un’opinione sui temi e sul mondo che ci circonda. È un progetto che permette ai giovani di sviluppare il pensiero riflessivo e critico e altre importanti competenze trasversali.

Tiziana De Gottardi, docente

«La gioventù dibatte» è molto interessante, soprattutto al giorno d’oggi in cui si avverte una certa distanza tra i cittadini e la politica. È un progetto stimolante e arricchente perché permette agli studenti di confrontarsi su questioni che non si trattano nel normale orario scolastico. Inoltre offre ai giovani l’opportunità di dibattere a scuola, dove non è frequente una vera espressione orale.

Alex Priuli, studente


 

Il dibattito è il cuore della democrazia


Dibattere, confrontare idee e opinioni, non e un banale esercizio di fonetica. Non è produrre voci che vanno a sommarsi all'universo in espansione infinita dei segni.
Dibattere presuppone un piedestallo saldo, in difetto di cui tutto l'impianto dialogico prima o poi collassa. E questo piedestallo è quello della consistenza dei fatti, della strutturazione degli argomenti nella loro solidità. Quando si dibatte non si può parlare tanto per parlare. Bisogna sapere di cosa si sta parlando, conoscere il tema, la sua natura, le sue possibili declinazioni. Insomma, pure in questo ambito bisogna studiare.
Invito tutti i giovani, in particolare quelli che si cimentano con il progetto «La gioventù dibatte», a non dimenticarlo mai. Perché, purtroppo, il mondo degli adulti anche su questo versante è sovente diseducativo. Lo è prendendo individualmente questa o quella persona; lo è spesso nelle sue declinazioni politiche.
Sovente questo modo di procedere si pasce pure nei campi della disonestà intellettuale.
Tutto ciò rende molto più difficile, a livello politico, la presa di decisioni pensate davvero nell'interesse collettivo e, in una dimensione più sociologica, questo modo di procedere è fonte d'incomprensioni, che a loro volta generano e si nutrono di pregiudizi, di steccati, di divisioni e di risentimento, che è uno dei grandi mali che stanno avvelenando la nostra società.
Certo, dibattere richiede da un lato la forza della conoscenza dei fatti, ma nel contempo anche l'umiltà della disponibilità all'ascolto delle tesi altrui, sempre che siano costruite sulla base del medesimo piedestallo di verità fattuale. Con attenzione e sensibilità anche alle ragioni del cuore, ma con sempre in mano, solidamente, la fiaccola della ragione.

Manuele Bertoli
Direttore del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport